giovedì 31 gennaio 2013



NR CHIAVE ZAGOR: 64


Il n. 64 di Zagor (l’Abisso Verde) è uno di numeri chiave della serie, anzi, forse è il numero chiave principale e nel contempo anche uno degli albi più costosi di tutte le serie Bonelli. Trovarne uno in perfetto stato è infatti difficilissimo, in quanto il volume nacque in origine con una colla che presentò subito problemi di secchezza che generarono uno spaginamento pressocchè inevitabile di quasi tutte le copie presenti sul mercato.
Per essere fortunati bisognerebbe trovarne una copia “mai aperta”, ma la cosa è ben difficile, visto che Zagor è stato uno degli eroi a fumetti della nostra infanzia più letti e quindi difficilmente poteva essere lasciato chiuso dai ragazzini dell’epoca. Si punta, allora, su “ritrovamenti” di copie in mucchi di materiale in giacenza presso magazzini più o meno abbandonati o su qualche rarissimo esemplare presente in qualche collezione privata tenuta con estrema cura.
Le mie due copie sono frutto proprio di quest’ultima ricerca, anche se chiamarla “ricerca” è assolutamente esagerato, visto che è solo la fortuna che può portarti a casa due copie de “L’Abisso Verde” nelle due versioni con bollino Giallo e Bollino Rosso.
È a proposito del bollino che mi è venuto in mente di scrivere questo breve articolo, perché analizzando i due albi ho scoperto che non è solo il bollino a diversificare le due copie ma anche altre due caratteristiche: la scritta “zagor zenith n.13” presente sopra il sommario in seconda di copertina dell’esemplare “rosso”, assente nell’esemplare “giallo”… e una diversa struttura fisica delle due copie: più rigida e sottile la “rossa”, più morbida e spessa la “gialla”.
Questa seconda differenza l’avevo notata anche sulle copie coeve di Tex (“Piombo Caldo”), ma quella più interessante è senz’altro la prima.
Sarebbe dunque utile sapere dai collezionisti di quale tipologia sono in possesso. Sapere se il 64 “giallo” si presenta sempre senza la fatidica scritta sopra il sommario oppure se quella scritta a volte può mancare anche sul 64 “rosso”.


martedì 8 gennaio 2013

WALTER M. BAUMHOFER COVER


Meglio conosciuto come “The King of the Pulps”, Walter Martin Baumhofer è stato il più grande illustratore di pulp cover del secolo scorso, e non poteva essere altrimenti visto che dal 1922 si faceva le “ossa” presso la bottega di quel meraviglioso artista che era Dean Cornwell.
Nel 1925, dopo aver frequentato il Pratt Institute, sempre sotto l’ala di  Cornwell, Baumhofer inizia una collaborazione con il Magazine “Adventure”, per il quale illustra le pagine interne: egli ha solo 21 anni, ma dimostra già delle grandi capacità artistiche. Su suggerimento di un altro grande maestro, Winfield Scott, illustra due cover del mensile “Danger Trail” (Nov. 1926 e Genn. 1927), un pulp magazine a cui prende parte lo stesso Scott.
Nell’ottobre del 1927 viene chiamato per gli interni di “Cowboy Stories”, mentre nel 1928 realizza ancora interni per la rivista “Mclure’s”, pubblicati nei numeri di Gennaio e Marzo, e cover per Western Trails (Ott. 1928) e Under Fire Magazine (Nov. 1928).
Ancora illustrazioni interne per tre numeri di “Ace High Magazine” pubblicati a luglio, agosto e settembre dello stesso anno.
Il 1929, l’anno della grande crisi negli Stati Uniti D’America, è invece molto proficuo per Baumhofer, il quale realizza una quindicina di cover per le più importanti riviste del settore: The Golden West Magazine, Spy Stories, Fire Fighters, Complete Flyng Novel etc etc…e un innumerevole serie di altri lavori, fondati su un’infinità di illustrazioni interne.Tra il Marzo del 1933 e il Settembre del 1936 è alle prese con le cover di “Doc Savage”, il personaggio nato dalla fantasia di Lester Dent ma scritto sotto il pen-name Kenneth Robeson, per il quale realizza 43 copertine… e le cover di “The Spider” di Harry Steeger.
 

Negli anni successivi crea cover per i Dime Mystery, il Dime Western  e il Dime Detective ottenendo risultati esaltanti e sui quali comincia a fondarsi la fama di “Re dei Pulps”.
Da talento straordinario ad artista ormai completamente espresso, Baumhofer realizza sfolgoranti cover per “Argosy”, “Adventure”, “True” ed altre pubblicazioni del “genere”.
Infine Baumhofer presta la sua opera per “colossi” come Cosmopolitan, The American Weekly, Collier’s, Esquire, Redbook
Saranno molti gli artisti pulp che seguiranno il formidabile stile pittorico di Walter M. Baumhofer e tra questi molti fuoriclasse del genere pulp.