martedì 25 settembre 2012

I PULP MAGAZINE: THRILLING WESTERN - PROVA-

PROVA PROVA .........................THRILLING WESTERN N.O 1, Febbraio 1934, ED. G. B.
Farnum -Better Publications- 130pp, genere pulp. Il termine "pulp" viene da polpa, ed è riferito alla polpa dell' albero dalla quale si ricavava una carta di modesta qualità con cui si stamparono queste riviste. La loro massima produzione avvenne tra gli anni venti e gli anni cinquanta riscuotendo i favori del pubblico sia per la presenza di racconti volutamente violenzi e perfino osceni, sia per il basso prezzo con cui venivano proposti. La storia del "Pulp Magazine" è comunque riconducibile alla fine del secolo precedente quando nel 1882, con Golden Argosy (il nome significa "flotta d'oro"), nasce quella che è considerata la prima tra le riviste pulp.  La pubblicazione ospitò scrittori molto famosi, tra cui Robert Bloch, Ray Bradbury, Max Brand, Edgar Rice Burroughs, Raymond Chandler, Louis L'Amour, Robert Silverberg
Golden Argosy si trasformo ben presto in "The Argosy" nell'autunno del 1888 chiudendo i battenti cento anni più tardi
Ma se la qualità della carta dei Pulp Magazine era quella che era, le copertine invece erano illustrate da grandi autori. Per citare quelli di Thrillimg Western ricordiamo Arthur Mitchell, Robert G. Harris, Richard Lillis, Richard Lyon, Sam Cherry, George Rozen, Kirk Wilson...


 











 

mercoledì 6 giugno 2012

Galep, Klinster... e mister Unknown

Uno "swiping" a tre che può essere inteso in mille maniere! Scelgo quella più realistica: la mole di lavoro cui era sottoposto Galep e, in aggiunta, la NON certezza che la realizzazione delle matite sia da attribuire al disegnatore toscano.
In caso contrario ne Galep, ne R. Everett Klinster debbono essere considerati dei grandi artisti, visto che anche l'americano ha scopiazzato da mister UNKNOWN.
La domanda è: siamo sicuri che a sua volta mister UNKNOWN non abbia rubato a qualcun altro la sua cover?
 La mia indagine si ferma a quel settembre del 1934, data di pubblicazione del Thrilling Western Magazine.

(foto 1). Tex Albo d'Oro Seconda Serie n. 21 (agosto 1955)
(foto 2). Tex Gigante Prima Serie n. 10, "Avventura nell'Utah" (s.d. ma 1955/56). All'Audace si ricorreva all'escamotage di ripescare vecchi disegni, opportunamente riadattati, per alleggerire il lavoro del maestro Galleppini 
  (foto 3). Wild Bill Hickok in una cover di R. E. Klinster che riporta la data del ott-nov 1955.
Trattandosi però di una ristampa del personaggio, è verosimile che Klinster abbia disegnato questa cover  prima che uscisse quella dell'Albo d'Oro realizzata nell'agosto 1955 da Galep
(foto 4). Thrilling Western Magazine, volume 10 settembre 1934, di autore sconosciuto!
è probabilmente questa la "fonte" cui si ispirò Raymond Everett Klinster per la sua Wild Bill Hickok.  
Aurelio Galleppini a sua volta si ispirò alla W.B.H. di Klinster, per disegnare la 1-29 che prende titolo Avventura nello Utah
L'unica cosa di cui possiamo essere certi è che la cover di Thrillig Western non può essere stata disegnata da Klinster, dal momento che l'autore è nato nel 1926. 

mercoledì 23 maggio 2012

sconcerto all'alba

Gennaio 1967: esordio di Giovanni Ticci su Tex nella striscia n. 1 della serie Rodeo
(cover di Galleppini).
All' Auditorium parco della musica di Roma Ticci ha parlato del suo esordio su Tex e alla domanda se avesse mai saputo dello sconcerto del lettore di fronte a disegni così "poco texiani" ha risposto quello che disse anche a me nel 1994: no! non ho mai saputo che il lettore non era contento dei miei disegni.
Si, forse qualcuno rimase un pò sorpreso (negativamente), ma la realtà è che i giovani dell'epoca sono disposti a giurare che non vi fu nessun sconcerto, piuttosto un'accoglienza favorevole a quel tratto così cinematografico e tremendamente western.
Una provocazione: ma come ci si poteva soffermare davanti una grafica quando si stava letteralmente per esser travolti da una storia capolavoro? 


Ritengo che una rivoluzione grafica in Tex vi fosse già stata, e a più fasi: Uggeri con il suo spericolato Tex di "Avventura sul Rio Grande", Gamba (Francesco) con le sue strisce a dir poco grottesche, Muzzi con le sue tavole "scure", Nicolò (qui siamo agli antipodi galeppiniani) col suo Tex veramente stravolto, Letteri col suo primo e vero apporto americano.  

venerdì 18 maggio 2012

Army regulations

Si può essere così spaventosamente bravi? Evidentemente si, visto che Howard Terpning riesce a fare queste cose!

Qui un video

e qui un'altra grande opera del contemporaneo Terpning



giovedì 17 maggio 2012

L'infinito mondo dell'illustrazione italiana e non!

Con l'amico Romano abbiamo recentemente cominciato a scambiarci qualche link che riguarda l' infinito mondo dell'illustrazione italiana e non. 
Lui devo dire è un autentico segugio! Ed è, oltretutto, "accompagnato" da un sapere sull'illustrazione fuori dal comune.
Io, segugio lo sarò pure, ma già so che non mi basterà una vita per esplorare quello che vorrei!
Ecco, attraverso un link che mi ha passato, ho scoperto che questa bellissima cover di Colt 45 è anche la copertina del Tex n. 199, realizzata dall'immancabile Galep. 
La pubblicazione Colt 45 Romano la conosce bene, dato che vi ha lavorato, io posso sintetizzarla in pochi frammenti: è un contenitore mensile, piuttosto elegante, edito dalla Olimpia Editoriale in f.to spillato 19 x 26,5 cm e proposto in bianco e nero. Ne uscirono 12 nn, tra il dicembre 1965 e il marzo 1967 
Le cover, per la maggior parte, non sono opera di autori italiani ma di eccezionali illustratori americani... come quello che vedete nel numero in alto a destra. L'Olimpia si assicurava queste strepitore cover attraverso le agenzie americane.

Ferri, il rovesciatore

Oggi ci guardiamo un' altra copertina dello Spirito con la Scure realizzata da Ferri Gallieno. Si tratta de "Il Re di Darkwood", n. 107 della Zenith Gigante 2a serie, pubblicata nel Febbraio del 1970
La cover del maestro ligure è ripresa da una illustrazione del Kit Carson della prestigiosa collana Cowboy Picture Library, n° 393.
Delle 3-4 cover finora analizzate, si nota come Ferri disegni sempre a specchio la sua cover.
Non so dire il perchè di questo curioso particolare: forse è legato ad un fatto squisitamente tecnico!
Come nel caso di Galleppini con Tex, anche Gallieno Ferri probabilmente fu dotato di molte di queste pubblicazioni americane per le sue leggendarie cover di Zagor.
E anche qui, ci terrei a dire, nulla di male!