martedì 29 marzo 2011
Masokis
martedì 22 marzo 2011
Ivo, il Grande
Ivo Milazzo è da considerarsi uno dei grandi maestri del fumetto internazionale. Cultore dello stile "Toth" Milazzo si fa le "ossa" presso lo studio Bierrecì di Bottaro, Chendi e Rebuffi disegnando storie disneyane. E' il 1973. In quello stesso anno l' autore incontra Giancarlo Berardi con il quale da vita ad un sodalizio che durerà più di 20 anni. Dalla loro fantasia si sprigiona un singolare personaggio; una sorta di solitario cacciatore dalla folta barba che si muove inizialmente tra le montagne del Montana ma che poi sarà "attrezzato" per affrontare le città, gli oceani, la politica: Ken Parker.
E' con Ken Parker che Ivo Milazzo si mette in luce come raffinatissimo artista western. Il suo tratto "graffiato", quasi inciso sul foglio è talmente coinvolgente che il lettore è costretto a seguire due storie: quella dello scrittore Berardi e quella del disegnatore Milazzo. Un paio di anni prima che iniziasse il suoTexone lo incontrai ad una Kermesse fumettistica ed ebbi il piacere di scambiare due chiacchiere con lui (due chiacchiere? parlammo per più di un'ora!). Mai avrei pensato che i suoi pennelli avessero retto l'urto con una colonna come Tex e in effetti la prova non è del tutto riuscita. Ciò nonostante la grandezza di Milazzo è rimasta. Il segno del disegnatore di Tortona ha "attraversato" l'anima di diversi disegnatori: Claudio Villa, un disegnatore emozionante, deve parte del suo modo di comunicare a fumetti proprio a Milazzo. E gli stessi Ambrosini, Casertano, Il povero Deidda, Ramella, Barbati e tantissimi altri che non hanno disegnato per il Ranger di casa Bonelli gli "devono" qualcosa.
Milazzo, dove diavolo sei?
E' con Ken Parker che Ivo Milazzo si mette in luce come raffinatissimo artista western. Il suo tratto "graffiato", quasi inciso sul foglio è talmente coinvolgente che il lettore è costretto a seguire due storie: quella dello scrittore Berardi e quella del disegnatore Milazzo. Un paio di anni prima che iniziasse il suoTexone lo incontrai ad una Kermesse fumettistica ed ebbi il piacere di scambiare due chiacchiere con lui (due chiacchiere? parlammo per più di un'ora!). Mai avrei pensato che i suoi pennelli avessero retto l'urto con una colonna come Tex e in effetti la prova non è del tutto riuscita. Ciò nonostante la grandezza di Milazzo è rimasta. Il segno del disegnatore di Tortona ha "attraversato" l'anima di diversi disegnatori: Claudio Villa, un disegnatore emozionante, deve parte del suo modo di comunicare a fumetti proprio a Milazzo. E gli stessi Ambrosini, Casertano, Il povero Deidda, Ramella, Barbati e tantissimi altri che non hanno disegnato per il Ranger di casa Bonelli gli "devono" qualcosa.Milazzo, dove diavolo sei?
brossurati perfetti!
Uso il termine "imbattere" perchè questo blog (volutamente non pubblicizzato e lontano dall'esserlo) è solo una sorta di raccoglitore di idee per i sito www.baciespari.it
domenica 20 marzo 2011
è peggiorato!
sono buoni
soggetto sparante Mauro De Rossi, soggetto sparato Mauro Ferrini.
Se li incontrate abbiate tatto nell' approciarli; non mordono e non fanno male a nessuno, sono semplicemente disconnessi dalla realtà
giovedì 17 febbraio 2011
Il n° 25 di Diabolik
Oggi la domanda è: Esiste il n 25 di Diabolik?"Mah", esordirebbe l'amico "pietra" o coerenza men, si dice che esista e la notizia fu diffusa molti anni fa da un famoso esperto di fumetto "noir", mica uno qualunque, dunque perchè non credergli?
Due copie. Esistono due copie!
Due copie?! ma come?
Si, due copie perchè in quel dicembre del 1964, mentre le sorelle Giussani stavano prendendo la decisione se continuare ad oltranza con la numerazione oppure pubblicarlo in "annate", e quindi in 24 numeri quindicinali, una campionatura di prova in due copie era stata voluta dal signor Sansoni.
Poi la decisione era stata quella di procedere dopo il n°24 "L’ASSASSINO DAI 1000 VOLTI" del 10 dicembre1964 con un n° 1 "seconda serie" (1965).
E qui leggenda narra che comunque quelle due copie sarebbero rimaste in circolo, prese da un collezionista e vendute qualche decennio dopo a 9000 euro cadauna:
parliano de LA MINIERA DI DIAMANTI del 4/1/1965, che riporta il numerino 25 sulla stampa, anzichè l' 1.
Vero? non vero? non lo sappiamo e forse non lo sapremo mai! Ma se chiedete ai collezionisti se sia credibile questa storia, per certi aspetti anche suggestiva, loro risponderanno: ni. Tutti risponderanno di ni?
E proprio stamattina sono andato da uno che questa storia me l'ha raccontatò per filo e per segno qualche tempo, non senza manifestare il suo pensiero.
"Ci credi?"
"Ni!!!!"
Ecco, io, da buon texiano, visto che lui è uno dei massimi esperti del collezionismo italiano e bazzica il nostro mondo da 40 anni avendole viste e sentite tutte, chiedo: "e ci credi al 4 non censurato Nel Bellissimo Albo (versione chimera di Tex)?
"No!!!"
"13 Ragazzo nel Far West?" (albo chimera di Tex)
"No!!!"
"Sai, qualcuno li ha mostrati nela rete"
"Hanno falsificato Van Gogh, figuriamoci Tex"
...continua
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